lunedì 29 marzo 2021

21 marzo 2021. Giornata della Memoria e dell'Impegno.


Fatto con Padlet

domenica 28 marzo 2021

Body percussion in DAD

E' possibile sperimentare direttamente sul proprio corpo gli elementi musicali come la pulsazione, il ritmo e la metrica delle parole? Sì, con la Body Percussion, che è la produzione sonora attraverso la percussione del proprio corpo. 
La Body Percussion è:
- Coordinazione motoria
- Orientamento spaziale
- indipendenza
- Imitazione
- Ritmo
- Pulsazione
- Suono
- Tempo
- Dinamica
- Creatività
- Gesto sonoro  

...e divertimento!!!


da un'idea del prof. Luigi Cicchetti

lunedì 22 marzo 2021

Il murales.

Quella parete così grande, così nuda, così invitante, sembrava chiamare, fin dall'inizio, ad audaci imprese. E così è stato. Qui al lavoro ci sono i prof. Francesco Alfonzo, Filomena Ercolino e Michele Violano, con due alunni aiutanti. Mente e cuore, e non solo. Aspettiamo di vedere il risultato che, siamo certi, ci stupirà.

venerdì 19 marzo 2021

BIMED - L'ostacolo, io lo supererò.

 


“BIMED”
Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo Associazione di Enti 
Locali per l’Educational la Cultura e la Legalità accreditata MIUR
Categoria MEDIE: Scuola Secondaria di I grado

L’OSTACOLO, IO LO SUPERERÒ
“Il sasso: la persona distratta vi è inciampata. Quella violenta, l’ha usato come arma. L’imprenditore l’ha usato per costruire. Il contadino stanco, invece, come sedia. Per i bambini è un giocattolo. Michelangelo ne fece la più bella scultura. In ogni caso, la differenza non l’ha fatta il sasso, ma l’uomo. Non esiste sasso nel tuo cammino che tu non possa rendere utile per la tua propria crescita e per rendere migliore il mondo. Guarda il sasso e nel sasso troverai la storia, tienilo in mano il sasso, sentirai che pulsa, entrerai nella storia.” 
LAO PRATCHETT

La parola agli scrittori in erba…
Così come nello sport, un atleta passa il testimone ad un altro, nella staffetta della scrittura ciò che viene consegnato è un intero capitolo, frutto del lavoro di gruppo di un’intera classe. Dopo l’arrivo dell’incipit di uno scrittore famoso, diverso per ogni classe, abbiamo iniziato a leggere con entusiasmo quanto ci veniva consegnato. Lo scrittore ci ha inviato anche un video in cui ci dava suggerimenti per un possibile divenire del racconto. Da qui il compito di scrivere uno dei dieci capitoli successivi, affidati a dieci scuole diverse appartenenti al nostro territorio italiano. Per farlo si crea un buon lavoro di squadra in cui gli arbitri sono i nostri docenti. Dopo la lettura di quanto scritto sino ad allora, bisogna iniziare a mettere giù idee, le idee devono prendere vita e forma, devono poter entusiasmare e coinvolgere l’ipotetico lettore. Ci si sente responsabili a tal punto da analizzare e curiosare in quanto descritto e menzionato. Luoghi che prima di allora nessuno aveva mai pensato di cercare su un atlante diventano oggetto di curiosità. Ecco che qui le conoscenze apprese tra i banchi di scuola diventano competenze, competenze diverse ma tutte utili nella riuscita di un prodotto comune. Al termine, nel giro di una settimana, il nostro testimone è passato nelle mani di un altro con la convinzione e la speranza di aver fatto del nostro meglio, e allora non ci resta che attendere la conclusione del libro scritto a “dieci mani” e augurarci e augurarvi in futuro una buona lettura!
La classe 2^C e le docenti M. Ricci e F. Ercolino


Partecipare al progetto “Bimed” è stato entusiasmante, perché ci ha coinvolti tutti rendendoci più uniti. Ognuno di noi ha dato prova della sua fantasia e ha messo in gioco la capacità di essere un piccolo scrittore. Abbiamo cercato di dare il meglio di noi per comporre il capitolo e per dare il colpo di scena per attirare il lettore. Le nostre professoresse ci hanno aiutato facendoci da guida e ci hanno dato la possibilità di esprimere le nostre idee, incontrandoci virtualmente, date le restrizioni attuali. Questo progetto ci ha fatto capire che la scuola resiste e va avanti a testa alta, nonostante le mille difficoltà, perché ha una grande forza data da tutti noi.
 La classe 1^B e le docenti I. di Giuseppe e A. Rinaldi 


mercoledì 17 febbraio 2021

Tessere la memoria.

Il genocidio è relegato al passato o è ancora attuale? 
Quali sono i valori importanti per una società? 
Come formare il cittadino di domani affinché possa rispettare i valori e farli propri? 
Quali basi educative porre perché il ragazzo di oggi diventi l’adulto di domani?

Il nostro Istituto ha proposto agli alunni nella “GIORNATA DELLA MEMORIA” (27 gennaio 2021) un percorso educativo-didattico mirato ai seguenti obiettivi:
  • educare al rispetto dell'altro diverso/uguale da me
  • creare una coscienza di appartenenza alla società globale
  • prendere coscienza che gli uomini hanno percezioni, opinioni e comportamenti differenti, e che esistono diversi punti di vista ecc.
Con l’educazione alla cittadinanza la scuola si propone di far svolgere attività educativo-didattiche unitarie che, come da indicazioni ministeriali, hanno lo scopo di trasformare in competenze personali le conoscenze e le abilità raggiunte.

Parole come pietre d'inciampo.
Tra i tanti i simboli creati per non dimenticare, esistono le pietre d'inciampo, i sassolini di Pollicino del nostro presente per avere memoria dell’Olocausto, idea dell'artista tedesco Gunter Demnig. La memoria consiste in una piccola targa d'ottone posta su di un sampietrino (10 x10 cm) posizionata sulla soglia delle case. Riporta il nome di ogni singola vittima, la sua data di nascita, la data e il campo di sterminio in cui è morta. Dalla prima pietra, collocata a Colonia nel 1992, a oggi, c’è stata una vera e propria moltiplicazione, se ne contano ormai più di 70 mila. Questo museo diffuso, con il quale fare i conti giorno dopo giorno, si va allargando sempre più “la memoria è di casa ovunque”. L'espressione "inciampo" deve dunque intendersi non in senso fisico, ma visivo e mentale, per far fermare a riflettere chi vi passa vicino e si imbatte, anche casualmente, nell'opera.

L'attività.
  1. Ad ogni classe è stata consegnata una pietra d'inciampo con il compito di scegliere una parola da abbinarvi. Le parole sono emerse, con immediatezza e spontaneità, dalla discussione e dal confronto: in alcune classi si è dovuti ricorrere all'alzata di mano per scegliere una sola parola tra tante proposte, tutte valide, perché tutte ugualmente importanti. Le parole sono pietre: sono parole d'inciampo per ricordare e ricordarci sempre quali sono i valori in cui crediamo. E abbiamo capito che i nostri alunni hanno idee molto chiare in merito. 
  2. Dopo aver  raccolto le parole è stato chiesto alle classi di procurarsi delle cassette di legno da fruttivendolo, necessarie per l'allestimento delle "Tessere di memoria".
  3. Quindi c'è stato il laboratorio, guidato dalla prof.ssa Ercolino e dal prof. Alfonzo, in cui le cassette sono diventate cornici e il filo di ferro è diventato parole. Alunni hanno lavorato alacremente per dare la giusta forma al legno e poi dargli colore, con attrezzi da falegname, pennelli e mordente. Di seguito le varie fasi del lavoro e il risultato finale. 
Il progetto e l'attività sono stati ideati e curati dai docenti Ida di Giuseppe, Filomena Ercolino, Maria Teresa Ricci, Francesco Alfonzo.